MuseoArcheologicodellaValTidone

Il sito d’altura lambisce le propaggini dell’Appennino emiliano verso la pianura ed è inserito in una rete di vie di crinale e fluviali che la mettono in collegamento da una parte con la pianura padana, dall’altra con la Val Trebbia e l’Appennino ligure-emiliano.

La Piana ha restituito testimonianze consistenti a partire dalla protostoria, dal Bronzo Medio (1650 – 1350 ca. a.C.) e Recente (1350 – 1200 ca. a.C.): in questo periodo il sito ha le caratteristiche degli insediamenti stagionali, spesso localizzati in posizione ideale per il controllo del territorio circostante e in rapporto soprattutto alla pratica della pastorizia, in prossimità delle piste di transumanza, dei passaggi di crinale, lungo le vie di comunicazione, vicino a fonti d’acqua.

La ceramica attribuibile a questo periodo appartiene all’’aspetto occidentale dell’età del Bronzo’, anche se non mancano influenze dai grandi abitati terramaricoli della pianura emiliana.

Nel Bronzo Finale (1200 – 1000/900 ca. a.C.) la frequentazione del sito diventa molto consistente, al contrario di quanto accade nei coevi siti terramaricoli della pianura padana centrale. Per questo periodo i materiali della Piana sono riconducibili alla ‘cultura protoligure’ e caratterizzati da una mescolanza di elementi culturali con diverse provenienze.

Dopo una fase di probabile abbandono nella prima età del ferro (IX – VII sec. a.C.), la Piana conosce una nuova fase di occupazione a partire dalla fine del VI sec. a.C. e soprattutto nel V, con testimonianze tipiche delle cultura ligure’.

Sporadici reperti sono poi databili al III – II sec. a.C.: attestano la presenza di contatti con le popolazioni celtiche insediate nella pianura padana e la frequentazione del sito fino alle soglie della romanizzazione.

 

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