Nel Piacentino al momento iniziale del Neolitico (VI millennio a.C.) sono riportabili lame di selce e bulini utilizzati sia nelle manifatture tessili sia in quelle ceramiche inquadrabili nella facies culturale del ‘Vhò di Piadena’.

 

Al pieno Neolitico (prima metà del V millennio) è  riportabile l’aspetto culturale dei ‘Vasi a Bocca Quadrata’ che trova testimonianze anche in tutta la provincia e particolarmente in media Val Tidone.

 

Sulla destra spicca infine la stele cd. ‘di Valeria Nardis’(colore-guida rosso), monumento funerario di epoca romana (seconda metà del I sec. d.C.) restaurata grazie al contributo della famiglia Demarosi nella cui proprietà il pezzo è stato rinvenuto.

 

Reperti metallici e vitrei, in gran parte oggetti d’ornamento, ascrivibili alle varie fasi dell’età del Ferro sono infine conservati nella vetrina 7.

La seconda sala (colore-guida azzurro) è dedicata alla preistoria e alla protostoria.

Con il Neolitico recente si afferma nel nostro territorio la facies di ‘Chassey-Lagozza’, di influsso francese, che ben si esprime in Val Trebbia nel Villaggio di San Andrea di Travo. In Val Tidone appena successivo è il sito di Monte Fernico. Vetrina 1: reperti neolitici.

 

Tra gli ultimi secoli del IV millennio e la fine del III si colloca l’età del Rame, durante la quale si registrano importanti innovazioni tecnologiche come l’invenzione della ruota e dell’aratro oltre alla diffusione della metallurgia. Per tale periodo le testimonianze offerte dal Piacentino sono esigue e sporadiche. Vetrina 2: reperti eneolitici.

Mentre, nella media età del Bronzo, il territorio piacentino orientale è interessato dalla facies culturale delle Terramare, come tutta l’area centro-padana, la zona della Val Tidone esprime invece il cd. ‘aspetto occidentale dell’età del Bronzo’, che alcuni studiosi mettono in relazione con la formazione dell’ethnos ligure. In questo ambito si inseriscono e le evidenze del sito di Rossago presso Ziano Piacentino (vetrina 3) e la prima massiccia frequentazione del sito d’altura della Piana di San Martino che si protrae fino alla seconda età del Ferro (VI-V sec. a.C.) con testimonianze di matrice ligure, celtica ed etrusca (vetrine 4-5-6).

 

 

Entrando nel Museo, nella prima sala (colore-guida grigio), vi troverete davanti al punto accoglienza, dove potrete reperire materiale illustrativo riguardante l’archeologia della valle.

 

MuseoArcheologicodellaValTidone

Le sale 1 e 2

Le prime 3 vetrine, inaugurate recentemente, sono dedicate alla presentazione dei reperti provenienti dall’abitato altomedievale della Piana di San Martino e in particolare attribuibili alla fucina di un fabbro vissuto in età longobarda.

Sono qui esposti gli oggetti di uso quotidiano: dagli oggetti casalinghi, come pentole e catene, agli attrezzi utilizzati per l’agricoltura e la lavorazione del legno , ma anche gli attrezzi per la lavorazione dei metalli.

 

Scarica il volantino della mostra sul Mago del Fuoco

Ultimo aggiornamento: 2611/2013

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